8. UN’ECONOMIA FORTE PER UNA TERRA FORTE

8. UN’ECONOMIA FORTE PER UNA TERRA FORTE

PREMESSA

Un’imprenditorialità di successo crea ricchezza, che si esprime in proprietà, istruzione, infrastrutture, cultura ed equità sociale. Ci impegniamo per un’economia sostenibile e innovativa in tutti i settori e sosteniamo i circuiti economici regionali. A tal fine vanno create condizioni favorevoli per le imprese, indipendentemente dalle loro dimensioni e dei settori in cui operano. Tale obiettivo potrà essere conseguito principalmente tramite lo snellimento della burocrazia e con procedure autorizzative trasparenti, piuttosto che con misure di erogazione di contributi e di sostegni finanziari. La libertà e la concorrenza rafforzano l’imprenditorialità, motivo per cui la Provincia dovrebbe evitare di intervenirvi direttamente. L’economia è al servizio delle persone e non viceversa. Le sovvenzioni e gli incentivi fiscali vanno quindi orientati verso obiettivi qualitativi in sintonia con i principi della tutela ecologica e del bene comune e non verso criteri di produzione quantitativa.

Sosteniamo un’economia lungimirante, liberale, sociale e che pensi al bene delle generazioni future. Vogliamo conseguire questo obiettivo attraverso cinque misure:

1. Fare impresa in Alto Adige
Nell’ambito di un utilizzo parsimonioso del suolo, lo sviluppo delle imprese locali deve essere prioritario per l’economia dell’Alto Adige.
Le misure di sostegno all’economia devono essere orientate ai principi della sostenibilità ambientale, ma anche alle esigenze della nuova economia digitale. Inoltre, la promozione degli investimenti e il mantenimento delle imprese nelle zone rurali sono prioritari a tutela della vitalità economica dei vari territori.
Il fondo di rotazione come sostegno finanziario alle imprese sotto forma di prestiti a tasso agevolato dovrà in futuro essere rafforzato.
I circuiti economici regionali vanno incentivati nella misura consentita dalle direttive europee, premiando le vie di trasporto brevi e la forza lavoro locale e allineando in tal senso la politica provinciale in materia di appalti.
Le cooperative e le associazioni devono essere svincolate dalle logiche di partito e impegnarsi esclusivamente nell’interesse dei loro soci. Bisogna fare in modo che il capitale umano trovi occasioni di crescita in provincia e che possa quindi mettere radici.

Occorre elaborare già oggi un piano per preparare il terreno in vista di un futuro in cui la trasformazione digitale avrà un forte impatto sull’economia e sulla pubblica amministrazione, a partire dalla formazione mirata dei dipendenti. Procedure più rapide, facilità d’uso, modalità di adempimento delle formalità amministrative, raggruppamento di procedure precedentemente separate (richieste di contributi, autorizzazioni, notifiche, concorsi, ecc.) e garanzie di trasparenza sono tra i vantaggi concreti portati dalla digitalizzazione dei processi amministrativi.

L’innovazione e l’internazionalizzazione sono motori essenziali di crescita economica e questo vale anche per le piccole e medie imprese altoatesine. Gli investimenti in ricerca e sviluppo devono quindi essere portati ad almeno il 3% del prodotto interno lordo e concentrati soprattutto nei settori di ricerca chiave delle tecnologie per la sostenibilità (Green Technology), della tecnologia alpina (Alpine Technology) e della tecnologia alimentare. La cooperazione tra imprese, istituti di ricerca e istituti di trasferimento delle conoscenze tecnologiche deve essere rafforzata in questi settori. A tal fine è necessario intensificare la cooperazione tra le istituzioni esistenti, come l’Università di Bolzano (LUB) e l’Accademia Europea (EURAC), per evitare doppioni. Anche la cura dei mercati nazionali e internazionali deve essere aumentata, sia per i beni che per i servizi. Solo così l’Alto Adige potrà mantenere e valorizzare la sua funzione di ponte tra l’area economica italiana e quella dei Paesi di lingua tedesca.

2. Regionalizzazione e decentramento
Per noi regionalizzazione significa concentrarsi sui punti di forza della nostra terra con un chiaro sguardo al futuro per vincere le sfide poste dalla globalizzazione. L’obiettivo deve essere quello di raggiungere una posizione all’avanguardia nelle regioni europee nei settori delle infrastrutture ambientali, dell’accesso alle tecnologie e ai servizi pubblici, dell’approvvigionamento energetico, della medicina personalizzata, del turismo moderno e dell’agricoltura biologica.
I servizi pubblici devono essere decentrati in modo da alleggerire il capoluogo.

3. Imposte e tasse locali
L’Alto Adige deve rivendicare la sovranità fiscale su tutte le imposte. Le imposte locali devono essere riscosse in modo progressivo e nell’ottica di favorire gli investimenti, sfruttando appieno i margini di manovra nei limiti stabiliti dallo Statuto speciale. I principi di trasparenza e causalità vanno applicati a tutte le tasse e imposte provinciali evitando ogni doppia imposizione mediante tasse indirette su tributi. In caso di contenziosi, l’onere della prova dovrebbe sempre essere in capo all’amministrazione tributaria e, come per l’evasione fiscale, anche gli sprechi di denaro pubblico devono essere puniti.
La riscossione delle imposte deve essere il più semplice e comprensibile possibile e, almeno in linea di principio, una amministrazione moderna comunica quanto dovuto al contribuente facendo uso di mezzi tecnologici moderni.
Lo sgravio fiscale è preferibile alla politica degli aiuti, ma sempre legato ad un chiaro interesse pubblico. Gli incentivi fiscali sono il motore dell’innovazione.
Nel caso della tassazione degli immobili (IMI), l’obiettivo è l’introduzione di un’aliquota uniforme per tutti i settori dell’economia.

4. Certezza del diritto e servizi pubblici
La certezza del quadro giuridico per le imprese deve essere la massima priorità nell’interazione tra autorità pubbliche e mondo economico. Le leggi devono essere chiare e applicate con uniformità e coerenza agli attori di tutti i settori economici, devono essere formulate in modo comprensibile per i cittadini e riassunte in testi unici per settore. L’interpretazione delle leggi e dei decreti provinciali dovrà essere fornita in modo vincolante dagli uffici preposti. L’amministrazione agisce in modo equo: prima i solleciti e i preventivi tentativi di chiarimento, poi le sanzioni.
La struttura e le competenze del Difensore civico devono essere ampliate e la sua nomina deve essere svincolata dalla politica. È opportuno attivare più difensori civici per ambiti di competenza e creare così concorrenza.
Presso il Consiglio provinciale dovrebbe essere istituito un ufficio di revisione con l’incarico di proporre l’abolizione di leggi eventualmente obsolete e di valutare gli aggravi burocratici e i costi connessi all’approvazione di ogni nuova legge.
La struttura dell’economia altoatesina richiede una maggiore considerazione per le piccole e medie imprese. Le leggi e i regolamenti devono essere esaminati più attentamente che in passato per quanto riguarda i loro effetti e ricadute sulle Pmi provinciali.

5. Meritocrazia ed equità
Lavoro e impegno devono essere remunerati adeguatamente, sia nel settore privato che nella pubblica amministrazione.
Vanno previsti nuovi incentivi per le imprese al fine di garantire la qualità del lavoro. Occorre istituire uffici di valutazione e di reclamo moderni e raggiungibili online. Vanno previsti sistemi premiali meritocratici e va abbandonato il sistema dei contributi a pioggia.
Imprenditori e imprese che si adoperano in modo particolare per il bene dei propri collaboratori devono ottenere un riconoscimento pubblico.
I controlli tramite i vari enti provinciali vanno raggruppati ed eseguiti senza creare disagi alle imprese.

 

AGRICOLTURA

Vogliamo che l’agricoltura sia più in sintonia con la natura, quindi più sostenibile e rispettosa dell’ambiente. In quest’ottica va sostenuta la redditività delle imprese agricole e per raggiungere questo obiettivo sono necessarie diverse misure:

– priorità assoluta va data alla produzione di prodotti agricoli sani, quindi privi di Ogm e il più possibile biologici;
– sostegno a favore dell’agricoltura biologica;
– l’Istituto agrario sperimentale Laimburg dovrà intensificare la ricerca nei settori dell’allevamento e della coltura a resistenza e dell’agricoltura biologica;
– gli incentivi devono essere riservati esclusivamente agli agricoltori. Per una distribuzione delle sovvenzioni orientata allo scopo, si dovrebbe prendere in considerazione l’aumento della dimensione minima ammissibile dell’azienda agricola a 1 unità di bestiame. Gli animali da compagnia (“animali per hobby” – Hobby-Tiere, da capire!) devono essere esclusi dal calcolo;
– la formazione professionale dovrebbe essere un prerequisito per l’acquisizione di beni immobili agricoli;
– l’agricoltura e il turismo devono tornare a essere in sintonia e trovare obiettivi comuni;
– occorre contrastare la monocoltura con una varietà di prodotti agricoli alternativi e, successivamente, garantire il futuro delle piccole e medie aziende agricole;
– il benessere degli animali dovrebbe continuare a costituire una delle principali preoccupazioni dell’attività di allevamento. Tuttavia, il diritto dell’Ue non dovrebbe essere applicato in modo indiscriminato. Ad esempio, le aziende agricole di piccole dimensioni in zone con campi in forte pendenza dovrebbero poter attenersi alle norme precedenti in materia di allevamento nelle stalle;
– l’agricoltore dovrebbe ottenere un maggiore riconoscimento per il suo contributo alla tutela del paesaggio;
– su lupi e orsi bisogna abbandonare le posizioni estreme. Il problema deve essere gestito da esperti scientifici ma, nel contempo, le esigenze degli agricoltori devono essere prese sul serio, al di là dell’aspetto puramente materiale del danno eventualmente patito. Occorre trovare soluzioni ragionevoli per i grandi predatori problematici al fine, tra l’altro, di garantire a lungo termine una gestione proficua degli alpeggi;
– il piacere di praticare l’agricoltura non deve essere offuscato da un’inutile burocrazia, come è avvenuto sempre più spesso negli ultimi anni.

TURISMO

L’Alto Adige vive della sua natura unica, delle sue peculiarità culturali e della sua pluralità riconosciuta e apprezzata in tutto il mondo.
La recente riforma delle strutture di marketing turistico ha creato disorientamento tra gli operatori, con conseguenti rischi a medio termine per lo sviluppo e la competitività. È quindi necessaria una contro-riforma che garantisca un futuro di sviluppo al settore.
L’Idm deve essere trasformato da fornitore di servizi a centro di competenza, dove il ruolo delle associazioni turistiche venga rafforzato e l’immagine turistica dell’Alto Adige diffusa e valorizzata.
L’Alto Adige come destinazione turistica deve diventare ulteriormente attrattivo. È necessaria una visione chiara e condivisa per guidare tutte le organizzazioni e gli imprenditori turistici nella stessa direzione. L’obiettivo non è quello di aumentare la pubblicità e la comunicazione, ma di produrre servizi unici, strutture e attrazioni per il tempo libero innovative e di alta qualità e creare punti di forza attraverso un uso mirato delle risorse. Riuscire a generare esperienze uniche comporta un’alta fidelizzazione degli ospiti e genera un positivo passaparola: sono questi i due motori più efficaci per l’acquisizione di nuovi clienti, anche rispetto a qualsiasi campagna pubblicitaria.
Nelle località turistiche di punta va preservato l’elevato valore aggiunto, in altre zone va invece creato. Attraverso la distribuzione e l’orientamento dei flussi turistici in tutte le aree dell’Alto Adige si intende rafforzare il marchio nel suo complesso, ampliando il valore aggiunto a livello territoriale e aumentando l’accettazione da parte della popolazione per le inevitabili esternalità negative legate al turismo;
L’Idm aiuterà i piccoli centri e le aree ancora poco sviluppate in questo senso a promuovere le caratteristiche peculiari che li rendono interessanti. L’obiettivo è quello di aumentare la visibilità di queste qualità anche tra i potenziali clienti locali.
È inoltre necessario mettere maggiormente in rete i punti di forza esistenti, come le proposte culturali, i prodotti locali e il paesaggio, in modo da sviluppare nuove offerte. E ancora più in generale abbiamo bisogno di una rete strutturata di cooperazione tra i vari settori della cultura, dell’agricoltura, dello sport e dell’industria. Il turismo opera di pari passo con l’agricoltura biologica, i trasporti e la gastronomia.

È richiesta un’attenzione costante alla qualità, il marketing degli alberghi deve essere incentrato sul turista consapevole che cerca in Alto Adige l’autenticità essendo disposto anche a spendere. In questo contesto, i modelli alternativi al settore alberghiero, come Airbnb, saranno esaminati più attentamente e regolamentati dopo un’analisi dettagliata dei costi e dei benefici.

Occorre ovviare alla mancanza di personale qualificato nel settore turistico attraverso misure mirate:
– la retribuzione del personale docente delle scuole alberghiere deve essere migliorata;
– la sistemazione del personale deve essere migliorata. A tale scopo, è opportuno che gli albergatori abbiano la possibilità di costruire alloggi per il proprio personale, riservate in modo permanente solo a questo scopo. L’attuale non deducibilità dell’Iva su questi investimenti deve essere messa in discussione o abolita;
– i datori di lavoro che prevedono programmi welfare per i collaboratori vanno sostenuti;
– la previsione di modelli di orario flessibile ha anche lo scopo di attrarre di più i lavoratori locali;
– i dipendenti qualificati provenienti da paesi terzi dovrebbero poter essere reintegrati.

Prestiamo particolare attenzione al mantenimento e alla tutela della redditività degli esercizi a conduzione familiare. Sono questi, infatti, gli esercizi che garantiscono un’attenzione all’ospite incentrata su un rapporto familiare, sull’autenticità dell’alloggio e la qualità della gastronomia. Questo è l’Alto Adige del futuro.

COMMERCIO E ARTIGIANATO

L’Alto Adige è da secoli terra di commercianti e artigiani grazie alla sua posizione di ponte tra nord e sud. La globalizzazione pone i nostri commercianti, i fornitori di servizi, gli artigiani e gli industriali dinanzi a innumerevoli sfide, con la politica chiamata a proporre nuove soluzioni e risposte concrete.
Sosteniamo il commercio di vicinato, sia nelle aree urbane che in quelle rurali, per preservare l’offerta locale anche in futuro. Lo sviluppo di attività commerciali interessanti e differenziate dovrebbe essere promosso come alternativa al modello dei centri commerciali.

La liberalizzazione dell’orario di lavoro la domenica e nei giorni festivi va limitata – ad eccezione delle zone turistiche – al fine di rafforzare il ruolo della domenica come giorno per le famiglie.

L’artigianato rappresenta un pilastro fondante del nostro tessuto economico. L’offerta è di altissima qualità e deve competere in un contesto in cui spesso è il prezzo il fattore decisivo al momento dell’acquisto. È importante mantenere l’alta qualità della formazione professionale e garantire ai maestri artigiani la possibilità di concentrarsi sulla loro attività primaria e non sull’adempimento di pratiche burocratiche. Va anche promosso l’export delle piccole e medie imprese artigianali.

ALTOATESINI ALL’ESTERO

La conoscenza è un fattore fondamentale nella creazione di ricchezza e per la competitività. Le nostre aziende si confrontano sui mercati mondiali, la qualità è determinante nei prodotti e servizi offerti, e a monte il personale impiegato deve essere altamente qualificato. È risaputo che le conseguenze negative dell’emigrazione di capitale umano è notevole, sia sotto il profilo finanziario che socio-culturale.

Grazie alla prosperità, alla crescente mobilità, alla libertà individuale, alla formazione e all’occupazione, sempre più giovani altoatesini curiosi sono alla ricerca di una esperienza all’estero. In linea di principio, questa scelta va accolta e sostenuta. Sono i nostri migliori ambasciatori nel mondo. L’Alto Adige può beneficiare di questo export di talenti al loro ritorno, ma anche e soprattutto quando sono all’estero e creano reti che promuovono lo scambio di conoscenze, nell’industria e negli istituti di ricerca. Oggi il networking è più importante della materiale vicinanza fisica.
In questo contesto così evoluto, l’Alto Adige non dovrebbe essere troppo rigido nel considerare prioritario il contrasto all’emigrazione e il rientro a casa di altoatesini altamente qualificati che si trovano all’estero. È invece molto più importante considerare il saldo tra “partenze” e “arrivi”. Con uno sviluppo economico sempre più basato sulla conoscenza, è fondamentale per l’Alto Adige avere un bilancio migratorio positivo a lungo termine, sia altoatesino che non altoatesino, ma in uno spirito cosmopolita ed europeo.

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