AllgemeinComunicato stampa

Salviamo il bosco ripariale della zona industriale di Bressanone

Con una mozione, il Team K cercherà di stoppare l’abbattimento dell’antico bosco ripariale, un prezioso habitat ecologico per molte specie animali e vegetali e uno degli ultimi angoli di natura della zona.

I principi che ispirano il programma del Team K prevedono un equilibrio tra la preservazione e l’utilizzo delle risorse naturali. Ciò premesso, veniamo al caso concreto di Bressanone. Ci rendiamo conto che le aziende della zona industriale devono potersi sviluppare, anche in termini di nuovi spazi. Ma ci sono aree adatte e altre meno. Un bosco ripariale rientra evidentemente nella seconda categoria.

Il Consiglio comunale di Bressanone ha deciso di designare il bosco nella zona industriale, che nel piano paesaggistico è indicato come bosco ripariale, come zona di espansione e come misura di compensazione di spostare il biotopo a sud, nella Millander Au, ampliandolo. Tuttavia la già citata legge provinciale sulla tutela della natura (all’art. 17) vieta il disboscamento dei boschi ripariali, un intervento inoltre che sarebbe in contrasto con gli obiettivi del piano paesaggistico. Anche l’Agenzia provinciale per l’ambiente e la protezione del clima ha dato un parere negativo in merito a una modifica del piano regolatore urbano su questa bosco ripariale, purché non si annulli il vincolo di area di protezione delle acque potabili.

Le foreste ripariali sono considerate in tutta Europa come habitat degni di protezione. Il bosco nella zona industriale di Bressanone, designato come foresta alluvionale nel progetto StadtLandFluss, è un’area preziosa per specie animali e vegetali, sito di riproduzione per volatili come l’airone cenerino e il picchio rosso minore, raro in Alto Adige e inserito nella lista rossa delle specie in via di estinzione. Anche per questo, nel pianificare pianificare il progetto StadtLandFluss, il Comune di Bressanone si era espresso a favore della conservazione degli habitat fluviali e di questo bosco.

Sulla questione sono intervenute anche le associazioni ambientaliste, tra cui Legambiente e Wwf: “Un bosco ripariale quasi naturale, con giganti monumentali, un distinto strato di arbusti ed erbe e la sua fauna altamente specializzata, come lo scarabeo gioiello dell’ontano e le numerose specie di uccelli nidificanti, si sviluppa solo in un periodo di tempo molto lungo e non può essere sostituito“. Anche la Gesellschaft Biodiversität si è dichiarata favorevole alla conservazione del bosco ripariale che, come l’antico larice della val d’Ultimo, è una testimonianza indispensabile del passato. Le varie specie di uccelli con le loro zone di riproduzione e il grande scarabeo gioiello dell’ontano hanno bisogno di un particolare ambiente – con alberi morenti, ad esempio –  che non può essere riprodotto automaticamente nelle misure di compensazione promesse. La distruzione di questo prezioso habitat per l’uomo, gli animali e le piante non può essere giustificata, soprattutto in un momento come quello attuale, caratterizzato da catastrofi naturali sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici.

Le misure di compensazione promesse a Milland dovrebbero essere comunque adottate, ma non per sostituire i preziosi habitat esistenti: non sarebbe che un palliativo rispetto alle ferite che il disboscamento del bosco provocherebbe. Il bosco, anche per la sua importante funzione di area di protezione delle acque, deve quindi essere lasciata intatto.  

 

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