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La negligenza nell’applicazione delle leggi

I direttori di comprensorio sono nominati sulla base di un registro provinciale che include gli idonei a ricoprire la carica, ai sensi della legge provinciale 3/2017 “Struttura organizzativa del Servizio sanitario provinciale”. Una prescrizione questa, che è stata tuttavia sempre ignorata. In vista della scadenza dei contratti dei direttori di comprensorio nel 2020, il consigliere Franz Ploner del Team Köllensperger ha presentato una mozione per l’istituzione di questo elenco, che è però stata respinta.

L’attività del Servizio sanitario provinciale dell’Alto Adige è stata nuovamente disciplinata dalla LP 3 del 21 aprile 2017. Questa legge fa riferimento anche ai regolamenti di attuazione e ai criteri di valutazione dei direttori di comprensorio, che devono essere elaborati ed emanati dalla Giunta provinciale.

“Secondo la LP n. 3, articoli 15 e 16, deve essere istituito presso l’assessorato alla Sanità un registro provinciale delle persone idonee a ricoprire l’incarico di direttore di comprensorio. Questi vengono scelti dal direttore generale tra le persone inserite nel registro provinciale, che li nomina dopo aver sentito il parere della Giunta”, spiega il dott. Franz Ploner.

Vi è quindi una chiara mancanza di trasparenza: questa parte della legge non è mai stata attuata e i direttori distrettuali continuano ad essere nominati secondo linee guida poco chiare. Il Team Köllensperger ha chiesto in una mozione che i regolamenti di attuazione per l’istituzione di questo registro e i relativi criteri di valutazione siano stabiliti entro il 2019. Come spesso accade, la mozione è stata respinta dalla maggioranza perché, secondo l’assessore Widmann, l’istituzione dell’elenco regionale sta per essere completata. “Perché una mozione non viene approvata se sensata e anche se la Giunta si è finalmente attivata? L’iter avrebbe potuto essere avviato molto tempo fa”, ha detto Ploner commentando il risultato della votazione. Il Team  Köllensperger si appella alla Giunta provinciale per evitare procedure di selezione non trasparenti e per fare chiarezza il più rapidamente possibile, anche per evitare possibili ricorsi.

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