11. DECIDERE INSIEME

11. DECIDERE INSIEME

L’EVOLUZIONE DEL SISTEMA POLITICO ALTOATESINO

Negli ultimi decenni il nostro sistema politico è diventato via via sempre più squilibrato. Per rafforzare la nostra autonomia si avverte la necessità di un’evoluzione lungimirante sia del sistema elettorale che della forma di governo. Riguardo a quest’ultimo (oggi una coalizione di governo con una risicata maggioranza e con una scarsa collaborazione tra maggioranza e opposizione), si può tranquillamente affermare che l’attuale Giunta provinciale non può dirsi in grado di rappresentare la società altoatesina nella sua pluralità (ad esempio i comprensori e i gruppi linguistici). Discorso analogo si può fare per il Consiglio provinciale: va garantita una più ampia partecipazione. Questo stato di cose porta altrimenti a un crescente distacco dalla politica e offre pochi appigli a un dialogo costruttivo, basato sui contenuti e non sul potere.
Mancano inoltre gli incentivi per attirare in politica le menti migliori con le loro idee. L’attuale concezione del “politico di professione” appartiene al passato. Andrebbe invece facilitata la nomina nella Giunta di assessori esterni, che portano competenze per affrontare le nuove sfide globali. Ad eccezione dei membri della Giunta, tutti i consiglieri provinciali dovrebbero poter continuare ad esercitare la propria professione. Questo sarebbe un valido incentivo ad entrare in politica per i migliori talenti, in quanto il completo reinserimento nel mondo del lavoro una volta terminato il mandato diventerebbe molto più facile.
A tal fine, possiamo già apportare alcuni miglioramenti nel quadro dell’attuale statuto di autonomia a partire dall’introduzione di un governo collegiale volontario, che rappresenti nella Giunta almeno i 2/3 della volontà elettorale, come è consuetudine in Svizzera dove sono rappresentati tutti i gruppi linguistici e i partiti rilevanti. Allargando la coalizione di governo un numero maggiore di partiti dovrà assumersi le proprie responsabilità. Il processo decisionale richiederebbe più tempo, ma l’attuale polarizzazione tra maggioranza e opposizione verrebbe spezzata e il rischio di decisioni sbagliate ridotto al minimo, poiché le questioni verrebbero discusse da diverse prospettive mettendo al centro gli interessi della collettività.

Un diritto di voto più equo e rispettoso della volontà popolare a livello provinciale e comunale
L’attuale legge elettorale provinciale continua a favorire i partiti più grandi e finanziariamente più forti. L’introduzione di un tetto alle spese per la campagna elettorale per i partiti e non solo per i singoli candidati non si è ancora concretizzata.
Il cosiddetto “voto disgiunto” ha lo scopo di consentire agli elettori di esprimere il proprio voto di preferenza per candidati appartenenti a liste differenti, il che significa più libertà di scelta e, allo stesso tempo, mette in primo piano la competenza dei candidati. La presentazione delle liste deve inoltre essere semplificata, devono essere introdotte regole per evitare il cumulo di incarichi e vanno sostenuti il voto per corrispondenza per tutti e un’informazione migliore e indipendente per gli elettori.

DEMOCRAZIA, TRASPARENZA, STATO DI DIRITTO

La vera democrazia presuppone la rigorosa separazione dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario.
Un sistema giudiziario indipendente dall’influenza politica e vincolato solo alle leggi costituzionali è un diritto fondamentale, inviolabile di ogni cittadino. I conflitti di interesse devono essere contrastati efficacemente. La nomina dei giudici presso il Tribunale amministrativo di Bolzano da parte del Consiglio provinciale è una procedura che deve essere interrotta e sostituita da regolari concorsi e la durata del loro mandato va limitata. Il numero dei giudici in servizio va inoltre sensibilmente aumentato. La certezza del diritto presuppone infine affidabilità e prevedibilità della giurisprudenza.
Vogliamo inoltre che sia salvaguardato il diritto fondamentale a un’informazione libera, perché una vera democrazia richiede un panorama mediatico plurale e indipendente dalle concentrazioni di potere.

PARTECIPAZIONE

Il 25 luglio 2018 il Consiglio provinciale ha approvato la nuova legge sulla “Democrazia diretta, la partecipazione e l’educazione politica”. Nella prossima legislatura la nuova legge dovrà essere migliorata nelle parti concernenti la partecipazione diretta, i diritti di informazione e controllo dei cittadini e per ulteriori diritti di partecipazione.
Vogliamo stabilire misure precise per più democrazia nel nostro sistema politico:

– Introdurre il diritto di partecipazione dei cittadini alla riforma dello statuto di autonomia
Il diritto di iniziativa popolare per le leggi sulla forma di governo, il referendum confermativo sulle leggi provinciali e la petizione per indire referendum per modificare lo statuto di autonomia, dovrebbero essere formulati in maniera più precisa e nuovamente ancorati nello statuto in modo che non possano essere impugnati dinanzi alla Corte costituzionale.

– Migliorare la democrazia diretta a livello provinciale e comunale
Il referendum confermativo deve essere esteso nella sua applicabilità a importanti delibere di interesse provinciale della Giunta. Il quorum di partecipazione deve essere gradualmente abolito, anche per i referendum a livello comunale. Il nuovo Ufficio per l’educazione civica istituito presso il Consiglio provinciale deve essere dotato di fondi sufficienti per lavorare sia per la promozione della partecipazione civica che per l’educazione politica contemporanea della popolazione.

– Accesso facilitato alle informazioni
Nell’era digitale, il diritto del cittadino all’accesso a un’informazione esaustiva e di conseguenza alla trasparenza dell’amministrazione pubblica devono essere regolamentati in modo nuovo, più efficiente e più economico.

– Nuove possibilità per i cittadini di controllare l’amministrazione
Occorre rafforzare la rappresentanza indipendente degli interessi dei cittadini nel loro ruolo di consumatori e utenti dei servizi pubblici. In questo modo, per esempio, i cittadini possono monitorare i loro diritti di consumatori di elettricità, gas ed energia delle aziende energetiche pubbliche e analogamente anche per i servizi sanitari. I diritti di supervisione e controllo degli utenti possono essere estesi anche alle aziende di trasporto pubblico, alle aziende di smaltimento dei rifiuti e alle aziende municipali.

COMUNI

Il ruolo dei comuni dovrebbe essere rafforzato conformemente al principio di sussidiarietà, vale a dire che i compiti pubblici dovrebbero essere svolti dall’unità amministrativa più adatta a questo scopo in termini di efficacia e vicinanza ai cittadini. La condizione preliminare per una maggiore partecipazione dei cittadini alla vita politica del loro comune è il passaggio della competenza legislativa sugli statuti e la legge elettorale comunale dalla Regione alle due Province autonome. I cittadini devono inoltre essere coinvolti nei processi di pianificazione con strumenti di democrazia partecipativa. L’autonomia dei comuni in quanto tale può essere rafforzata da una regolamentazione più autonoma delle imposte comunali.

Promuoviamo amministrazioni comunali autonome e siamo a favore di un rafforzamento dell’identificazione dei cittadini con la loro comunità e i suoi compiti attraverso la codecisione e la responsabilità congiunta. Particolare importanza va attribuita al rilancio di questo legame, attraverso l’educazione socio-politica per rafforzare l’interesse per il bene comune. Anche nell’ottica di un passaggio di testimone alle future generazioni.

– Comuni attrattivi
Comunità collegate bene, economicamente attraenti, a misura di famiglia e con un’elevata qualità della vita garantiscono posti di lavoro e servizi vicino a casa, contrastando così la migrazione. La Provincia sostiene le comunità su questi importanti obiettivi.

– Comunità digitale e cittadini
Il comune deve disporre di un’efficace interfaccia digitale per le informazioni e i servizi offerti dall’amministrazione pubblica e aiuta i cittadini ad utilizzare queste possibilità che semplificano la vita. Esso diventa l’organo centrale per la gestione delle procedure amministrative secondo il principio di sussidiarietà.

– Sviluppo congiunto, democrazia “innovativa”
I partiti e i simboli politici stanno perdendo sempre più importanza a favore del concreto dibattito sul merito delle questioni politiche condotte da rappresentanti competenti. Questa evoluzione è guidata e sostenuta dalle nuove leggi in materia elettorale per i comuni. In questo senso va riesaminata anche la legge elettorale e, quando possibile, va favorito il voto trasversale tra partiti.

– Bolzano capoluogo
Bolzano non va considerata come un’antitesi etnica all’amministrazione provinciale. Va invece tenuta nella giusta considerazione per il suo status e le sue dimensioni particolari. Il capoluogo ha anche un’influenza importante sui comuni limitrofi, che a loro volta hanno effetti su Bolzano: occorre trovare un equilibrio tra opportunità e fattori negativi.

Rafforzare ulteriormente il principio di sussidiarietà
Vogliamo promuovere lo sviluppo delle amministrazioni comunali con il controllo, la programmazione e il sostegno della Provincia, ma senza “sovraccarichi”, con gradualità. Le nuove responsabilità devono essere trasferite con un congruo anticipo sotto forma di progetti pilota. Un’amministrazione pubblica efficiente presuppone che le competenze tra i diversi livelli siano chiaramente definite, anche se non è esclusa l’attribuzione di competenze parallele o da svolgere in comune.
Rispetto a un orientamento centralista promuoviamo un ulteriore sviluppo dell’autonomia dei comuni in relazione all’intero sistema degli enti territoriali, che porti a una reale semplificazione della complessità, a più efficienza ed efficacia.
Per comunità comprensoriali intendiamo le società di servizi senza mandato politico, che si limitano all’esercizio delle loro specifiche aree di responsabilità. Di conseguenza dovrebbero essere gestite da un organo di coordinamento ridotto in cui è rappresentata anche la minoranza politica e da un direttore generale, escludendo l’accumulo di cariche e di doppie indennità.

Amministratori motivati
Chiediamo l’introduzione di una formazione di base per gli amministratori comunali, in quanto competenza e professionalità sono evidentemente decisivi. In cambio, deve essere trovata una soluzione adeguata anche sotto l’aspetto assicurativo. Gli amministratori e i consiglieri comunali saranno quindi tenuti a partecipare a una selezione di appuntamenti di aggiornamento professionale previsti per il personale.

Dipendenti competenti
I comuni devono essere datori di lavoro interessanti, che offrono opportunità di crescita personale e attraggono talenti. In generale devono essere il fulcro dello sviluppo della comunità.
I posti di lavoro nei comuni sono ricercati perché creano reti qualitative sia nel settore privato che nell’amministrazione statale.
La formazione e la selezione dei segretari comunali come figura dirigenziale del comune va rinnovata, i criteri di ammissione al corso devono essere semplificati e regolamentati dalla Provincia e non più dalla Regione.

 

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su google
Google+
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su print
Print
Condividi su email
Email