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Centro Tutela Consumatori, il Team Köllensperger ne difende le competenze

L’approvazione in III. Commissione legislativa di un nostro emendamento ha sventato il taglio delle competenze del Centro Tutela Consumatori in materia delle Carte di Qualità dei Servizi.

L’ultima parte del disegno di legge omnibus della Giunta provinciale (DDL 27/19) è stata discussa oggi nella III. Commissione legislativa. E come spesso accade, l’inganno è dietro l’angolo, nascosto tra i numerosi articoli. In questo caso, nella frase poco appariscente:

“Art. 39 Abrogazioni

  1. d) la lettera h) del comma 2 dell’articolo 2 della legge provinciale 20 maggio 1992, n. 15, e successive modifiche.” 

Una breve frase, ma dal notevole effetto: cancellare dalla legge provinciale del 1992 che disciplina il lavoro del Centro Tutela Consumatori l’importante competenza della “h) partecipazione alla determinazione degli standard di qualità dei servizi pubblici locali erogati dai soggetti privati e vigilanza sull’applicazione degli standard”.

Si tratta di uno dei compiti fondamentali del Centro Tutela Consumatori, ma non solo: ciò rimetterebbe in discussione anche il suo ruolo a livello europeo e nazionale. Questa lettera h) recepisce infatti in Alto Adige uno standard nazionale introdotto nel 2007: il legislatore nazionale ha stabilito che quando i servizi pubblici vengono assegnati da enti locali a privati, deve essere redatta una Carta di Qualità consultando le associazioni di tutela dei consumatori, così da definire gli standard di qualità dei servizi. Inoltre si stabilisce che le associazioni devono essere coinvolte nella revisione periodica e nel monitoraggio di tali parametri di qualità. Con lo stralcio di questo passaggio nella legge citata, ovvero eliminando l’adeguamento di questo standard all’Alto Adige, tutte le 20 associazioni dei consumatori riconosciute dovrebbero espletare tale compito congiuntamente, ma senza coordinamento e consenso.

Lo stralcio si basa su una motivazione (incomprensibile) fornita dalla Giunta provinciale, ossia che “…. il contributo pubblico ai sensi dell’articolo 2, comma 2, lettera h), è diventato obsoleto, visto che le attività ivi indicate vengono ora svolte e retribuite ai sensi della deliberazione della Giunta provinciale n. 1407/2017” (fonte: relazione accompagnatoria). Questa motivazione è appunto incomprensibile, poiché il passaggio normativo che si intende eliminare non riguarda affatto finanziamenti e contributi, in quanto le attività delle associazioni dei consumatori sono finanziate con un prelievo a carico del soggetto gestore del servizio e non ci sono costi per la mano pubblica.

 

La richiesta del Team Köllensperger di astenersi da questa cancellazione e le argomentazioni presentate in III. Commissione legislativa sono state accolte da tutti i membri, il che ha permesso di evitare questa limitazione delle competenze del Centro Tutela Consumatori altoatesino.

Il Team Köllensperger, rappresentato in III. Commissione da Josef Unterholzner e Paul Köllensperger, mostra soddisfazione per l’obiettivo raggiunto. Paul Köllensperger: “Siamo contenti di essere riusciti a convincere gli altri membri della Commissione ad astenersi dalla cancellazione di questo passaggio normativo. Desidero, quindi, ringraziare i colleghi per il loro sostegno, in particolare Staffler e Tauber, che hanno sostenuto il nostro emendamento presentando emendamenti che andavano nella stessa direzione.”

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